ANIMA, EUTANASIA, CHIESA CATTOLICA

28 luglio 2009


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IL SESSO NELLE MANI DEI CRISTIANI

29 maggio 2009

S. PAOLO        S. AGOSTINO       S. PIO V

PAOLO DI TARSO, (S.PAOLO) nacque tra il 5 e il 10 d.C.    Nella lettera ai Filippesi (3, 5 e seguenti) egli  definì sé stesso elemento di sicura razza giudea (oggi diremmo giudeo d.o.c.).  Ma fu veramente tale? Egli dimostrò di essere un tipo veramente estroso tanto che delle norme contenute nei libri dell’Antico Testamento scelse ed applicò solo quelle che corrispondevano al proprio modo di  pensare e ne rifiutò invece altre pur se imposte – secondo quanto scritto – direttamente da Dio.

In particolare rifiutò l’obbligo della circoncisione che per il Padreterno (Genesi 17,11)  risultava addirittura discriminante per poter definire un maschio come appartenente al popolo “eletto” (quello dei giudei).

A distanza di 2000 anni possiamo anche essere d’accordo con lui circa il rifiuto della circoncisione (in quanto pratica insignificante) ma dobbiamo constatare però che – a parte l’anzidetto particolare – egli accettò come verità indiscutibile tutto quanto era scritto nel  citato primo libro della Bibbia mentre oggi sappiamo che tale libro contiene un ammasso di invenzioni.

 Egli ritenne pertanto che fossero veramente esistiti Adamo ed Eva e quindi considerò vera la storia del peccato originale da loro commesso. E quella convinzione non risultò cosa da poco in quanto, ritenendo che le conseguenze del peccato originale si fossero trasmesse all’intera umanità a guisa di malattia genetica, si convinse che per redimere l’umanità da tale malattia fosse necessario che venisse sulla terra addirittura il figlio di Dio per morirvi crocifisso. In quell’epoca circolava la voce che Gesù Cristo – del quale si diceva avesse compiuto guarigioni miracolose – fosse risorto dopo morto e che avesse predetto che la fine del mondo era imminente e che essa sarebbe avvenuta entro quella generazione.

Paolo era giovanissimo quando Cristo morì e  non sapeva ciò che Cristo aveva veramente detto e fatto (in quanto i vangeli che ufficialmente ne riferivano furono scritti molti anni più tardi) ma come elemento attivo del proprio gruppo religioso (gruppo dominante in Palestina) perseguitò i cristiani considerandoli giudei sdirazzati e disturbatori  (sebbene lui pure fosse nei fatti un giudeo sdirazzato (v. rifiuto della circoncisione).

LA VISIONE DI PAOLO.    Oggi se un tizio afferma di aver avuto una visione considerata molto  importante si costituiscono commissioni per appurarne la veridicità;  2000 anni or sono, in epoca di ignoranza e superstizione generalizzata, di fronte ad affermazioni clamorose o a fatti straordinari, chi ne era protagonista veniva senza problemi accettato  come elemento di contatto con il mondo soprannaturale.

E’ ciò che avvenne a Paolo quando sulla via di Damasco ebbe la visione di Gesù Cristo che lo rimproverava per le persecuzioni delle quali rendeva oggetto i cristiani;  a séguito di che egli divenne un accanito sostenitore di nuove tesi religiose che dichiaravano Gesù Cristo figlio di Dio venuto sulla terra per redimere l’umanità dal peccato originale commesso da Adamo ed Eva, morto a tal fine sulla croce e resuscitato dopo tre giorni come annunciavano le scritture dell’Antico Testamento.

E il tutto nella prospettiva che la fine del mondo fosse imminente e dovesse verificarsi nel giro di una generazione.

 Oggi una domanda si impone,  ovviamente. Quella che Paolo ha avuto sulla via di Damasco è stata l’apparizione di chi?   Non poteva essere quella di Gesù Cristo, poiché oggi sappiamo che G. C. non poteva essere figlio di Dio in quanto il primo libro della Bibbia è inventato, Adamo ed Eva non sono esistiti e che quindi non è stato commesso alcun peccato originale che un figlio di Dio dovesse redimere. In più sappiamo anche che G.C. è stato pure un falso profeta. Da tutto quanto precede si evince che Gesù non aveva alcun titolo per apparire in visione a Paolo.

Dai risultati catastrofici di quella visione si può invece concludere che in visione gli è apparso piuttosto il Demonio, genio del male, che si è spacciato per Gesù Cristo facendo dire e fare a Paolo cose contro ogni logica (che Gesù nemmeno aveva detto):  malgrado la convinzione circa l’imminenza della fine come profetizzato da G.  proprio lui ha istituito un po’ ovunque l’embrione di una organizzazione cristiana destinata a durare nel tempo (come poi è avvenuto).

In pieno contrasto con tale convinzione Paolo ha anche annullato l’antica alleanza fra Dio e i giudei descritta ne la Genesi inventando una nuova alleanza tra Dio e l’intera umanità (Nuovo Testamento).

 Ma nel caso di Paolo si è verificata quella che in medicina sarebbe definita come una metastasi poiché egli ha espresso le sue nuove teorie religiose in numerose lettere che si sono diffuse un po’ ovunque, anche in Africa settentrionale;   ad Ippona, trecento anni più tardi, esse capitarono nelle mani di un tipo altrettanto estroso di nome Agostino (n.354 – m.430).  

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I PARTITI, LA DEMOCRAZIA, LA BIBBIA E LA CHIESA CATTOLICA

4 ottobre 2008

Premessa.      Io sono stato iscritto a sette partiti e quanto segue è frutto di esperienza vissuta.

 

Secondo l’articolo 49 della vigente Costituzione italiana “tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale” .

Da ciò consegue che i partiti sono stati considerati dai padri costituenti cinghia di trasmissione tra la società civile ed il potere, il che comporta che gli iscritti di una sezione di base   (che in qualunque partito costituiscono la locale società civile)   debbono poter esprimere la propria opinione su qualunque argomento da essi stessi considerato importante.

 Se venisse ovunque applicata, un simile procedura farebbe diventare la massa degli iscritti protagonisti della scena politica (nazionale e locale). Ma allo specifico gruppo di lavoro del convegno di Chianciano Terme del 2-3-4 maggio 2008 si è invece evidenziato che tutti partiti si comportano in maniera opposta allo spirito della costituzione operando in modo totalmente antidemocratico, sostanzialmente anticostituzionale:

a)  le sezioni di base non sono mai convocate per discutere problemi concreti la cui soluzione viene perciò decisa arbitrariamente dalla singola segreteria di partito (a seconda dei casi a livello nazionale, regionale, provinciale, comunale).

La mancanza di democrazia è talmente sfacciata che lo statuto di certi partiti nemmeno menziona le sezioni di base che per esso non esistono.

 Ciò che precede illustra la mancanza di democrazia sul piano collettivo. Ma una situazione analoga si constata pure a livello di singoli iscritti:

b)  se in un partito milita occasionalmente una persona ritenuta onesta e capace, si cerca di impedire che essa si metta in vista e si cerca di emarginarla in ogni possibile maniera.

Ad esempio: al momento del rinnovo delle iscrizioni annuali non la si avvisa di quando la sezione è aperta in modo che essa trovi difficoltà a rinnovare l’iscrizione; nel caso venga indetta una riunione importante si cerca di impedire che quella persona vi partecipi, non inviandole l’avviso di convocazione; quando inizia il dibattito la persona sgradita viene fatta parlare per ultima quando gli iscritti stanno andando via ed il tempo disponibile per gli interventi è quasi esaurito;  se essa eventualmente fa ricorso al segretario della federazione con lettera raccomandata, la raccomandata ritorna al suo domicilio, poiché il segretario della federazione rifiuta di riceverne per sottrarsi all’obbligo di intervento.

Quanto descritto in a) e b) genera sfiducia e malcontento a livello generale e si spiega così la protesta clamorosa della grande società civile che si è riunita sotto l’egida di Beppe Grillo contro i politicanti di ogni etichetta, intrallazzatori abituali. Ma tale protesta rimane sterile poiché in base al citato articolo 49 della Costituzione i partiti restano comunque cinghia di trasmissione tra la società civile ed il potere.

La protesta di Grillo diventerà invece in buona misura produttiva quando – relativamente alle sezioni di base – egli pretenderà che lo statuto di ogni partito sia formulato come segue:

L’assemblea degli iscritti delle sezioni di base, si convoca automaticamente a giorno fisso mensile (esclusi i mesi di luglio ed agosto) per discutere e deliberare circa l’argomento che l’assemblea stessa avrà scelto in una delle riunioni precedenti.

Realizzando quanto precede si toglierà al segretario sezionale la possibilità di scegliere arbitrariamente l’argomento da porre all’ordine del giorno, e la possibilità di non invitare all’assemblea l’iscritto sgradito. Leggi il seguito di questo post »


L’ABORTO E LA CHIESA CATTOLICA

25 febbraio 2008

IL PIACERE SESSUALE è stato inventato dal Padreterno e ciò significa che ciascuno ha diritto di goderne come, quando e con chi gli pare (ovviamente con persona consenziente) a partire dall’età in cui l’essere umano diventa sessualmente maturo. Qui parliamo di giovanissimi. In linea di massima la maturazione sessuale può considerarsi raggiunta nella fanciulla quando le sue mestruazioni diventano regolari e nel ragazzo quando diventano regolari le sue polluzioni notturne. Il rapporto sessuale ovviamente può essere manuale, orale, vaginale o anale, ma quello che ora ci interessa – per le conseguenze personali e sociali che comporta – è il rapporto vaginale che si instaura tra un ragazzo ed una ragazza.

Infatti qualunque fanciulla può restare incinta se il rapporto si verifica in uno dei suoi giorni fecondi ed a quel punto essa deve ricorrere all’aborto per non diventare madre magari a tredici anni….
Ad evitare che ciò accada è indispensabile che l’istituzione scolastica organizzi corsi di istruzione sessuale da impartire alle femmine fin dal primo anno delle scuole medie: tali corsi dovranno avere lo scopo essenziale di spiegare alle fanciulle quali sono i sistemi attuabili per evitare il concepimento affinché ciascuna possa scegliere presso la propria ASL (reparto contraccettivi) quello che meglio si confà alle proprie esigenze ed alla propria costituzione fisica.
Se ogni fanciulla mette in atto il sistema che meglio le si adatta, nessuna di esse resterà incinta durante un rapporto e quindi nessuna di esse dovrà poi ricorrere all’aborto: la pratica dell’aborto è dunque destinata a sparire poiché nessuna fanciulla resterà più incinta facendo uso di adatto sistema anticoncezionale.

RESPONSABILITA’ DEL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE. Uno dei suoi obblighi principali è dunque quello di predisporre da ora in poi l’organizzazione di corsi di istruzione sessuale in tutte le scuole medie.
Il ministro che non predispone tali corsi dovrà essere considerato un individuo penalmente e civilmente responsabile: egli dovrà essere obbligato a risarcire i danni che con la propria criminale passività avrà provocato alle studentesse se esse – per l’ignoranza da lui imposta – saranno rimaste incinte durante un rapporto e quindi obbligate a ricorrere all’aborto.

Oggi in Italia la legge riconosce la possibilità di ricorrere all’azione risarcitoria collettiva: appare opportuno che tutti i genitori delle fanciulle che rimarranno incinte per mancata istruzione sessuale scolastica si colleghino e facciano causa al ministro.

NOTORIAMENTE chi si oppone all’istituzione di corsi di istruzione sessuale è la chiesa cattolica la quale ha inventato nel tempo la morale sessuale e l’ha poi codificata con papa S. Pio V il quale, nel dare alle stampe nel 1566 il primo catechismo ufficiale della chiesa cattolica  (catechismo tridentino)  ha cambiato la dizione del VI comandamento biblico da
Non commettere adulterio in Non commettere atti impuri.
Sulla base di questa nuova dizione la chiesa cattolica ha codificato il problema sessuale ed il problema demografico nell’intero mondo cristiano. (v., in questo sito, conseguenze di questa modifica nel volantino ad uso studentesco).

Tutti sanno che, in base a quanto raccontato nel secondo libro della Bibbia (Esodo), i 10 comandamenti sono stati dettati a Mosé sul monte Sinai addirittura da Dio: da ciò si evince che Pio V si è sostituito con incredibile faccia tosta al Padreterno comportandosi come il più temerario degli eretici. (Potete controllare in questo sito il testo dei comandamenti).

Intanto va puntualizzato che questo cambio di dizione appare totalmente ingiustificato poiché dai quattro vangeli canonici risulta che Gesù Cristo circa il sesso non ha detto una sola parola, al punto che taluno per questo lo ha definito “individuo asessuato”.

Ultimamente però è diventato di dominio pubblico il vangelo segreto di Marco in cui viene riferito che Gesù ordinò ad un giovane di dormire nudo con lui ricoperto solo da un lenzuolo (Corrado Augias – Inchiesta su Gesù – pag.225) dal che si può dedurre che Gesù poteva anche essere un normalissimo soggetto omosessuale. Leggi il seguito di questo post »


LA AUTODIFESA DELLE DONNE IN CONTROTENDENZA BIBLICA

14 agosto 2007

In tutti i libri della Bibbia a cominciare dalla Genesi (libro in cui è scritto che Eva è stata creata da una costola di Adamo) la donna è considerata un essere inferiore.  In epoca relativamente recente S. Paolo conferma che la moglie deve essere soggetta in ogni cosa al proprio marito. (lettera agli Efesini cap.5, vers.24).  Ed ancor oggi la condizione di inferiorità in molti Stati è addirittura sancita dalla legge.
Ora però sappiamo che la Bibbia è una raccolta di invenzioni e che pertanto è un’invenzione la storiella della costola e la conseguente condizione di inferiorità “genetica” della donna.
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In che modo però la donna può cambiare radicalmente questa inferiorità immotivata? La Bibbia ne indica implicitamente il modo nel libro  Leggi il seguito di questo post »


LA GIGANTESCA TRUFFA DI PAPA STEFANO II

13 agosto 2007

LO STATO DELLA CHIESA si è costituito sulla base della truffa clamorosa ordita da papa Stefano II ai danni di Pipino il Breve il quale, avendo usurpato il trono all’ultimo re della stirpe merovingia, voleva essere legittimato come re dei Franchi dal papa di Roma (depositario dell’unico potere morale riconosciuto a quei tempi). Leggi il seguito di questo post »


Parliamo di sesso

13 agosto 2007

Nell’Antico Testamento i riferimenti al sesso non sono numerosi ed i divieti riguardano essenzialmente gli incesti, i rapporti adulterini, i rapporti con consanguinei e quelli con animali. Interessanti però sono:
– il racconto dell’incesto di Lot (nipote di Abramo) con le proprie figlie (v. Genesi 19-8 e 19-36)  e
– il racconto di re David, uno dei grandi di Israele, adultero e assassino  (v. 2 Sam. 11-4 e 11-14)
Curiosamente il massimo delle limitazioni ai rapporti sessuali è stato imposto nei secoli dalla Chiesa cattolica ed il fatto è decisamente strano poiché nel Nuovo Testamento (in particolare: nei quattro vangeli canonici) Gesù Cristo sul sesso non dice una sola parola. Da quale fonte la Chiesa ha allora tratto la fobia del sesso, culminata nel cambio della dizione del VI comandamento da  –Non commettere adulterio–  in –Non commettere atti impuri-?   Domanda: ma quando sarà imposto ai gerarchi vaticani di partecipare a dibattiti televisivi per giustificare la politica criminale voluta da papa San Pio V nel 1566   (v. catechismo tridentino)  e mantenuta dalla Chiesa per ben quattro secoli?

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