Parliamo di religione

INTRODUZIONE
Da migliaia di anni la Bibbia è considerata un libro ispirato da Dio, tanto che nei tribunali degli Stati Uniti i testimoni debbono tuttora giurare su quel “Libro Sacro”.
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La foto verosimilmente falsa ripresa da Internet viene qui posta ironicamente per ricordare che Bush (cattolico) ha addirittura scatenato una guerra in Iraq sulla base di prove false…

Però, come sinteticamente affermano recenti articoli – tra i quali ho scelto quelli pubblicati ne “Il Messaggero” e ne “la Repubblica” (v. foto dei titoli) – oggi sappiamo che questo libro è una raccolta di invenzioni. dscn0035.jpg
Molto interessante appare il fatto che dalla cronologia pubblicata nella Bibbia risulta che il mondo sarebbe stato creato circa 6000 anni fa. Oggi sappiamo invece che questo mondo è vecchio di miliardi di anni!
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E’ la scienza che ce lo garantisce, e poiché da tale libro derivano le religioni monoteiste, in particolare la religione cattolica, si comprende bene perché questa religione abbia sempre accanitamente ostacolato l’evoluzione del pensiero e la ricerca scientifica che del Libro avrebbero potuto contestare la sacralità: di questo duro ostracismo costituiscono esempi eclatanti in Italia la condanna al rogo del filosofo Giordano Bruno e gli arresti domiciliari a vita comminati a Galileo Galilei, personaggio di fama internazionale divulgatore di una verità scientifica che era in palese contrasto con quanto scritto nel testo biblico. (v. libro di Giosuè, cap.10).

In particolare, risultano dunque inventati i racconti ed i personaggi del suo primo libro, la Genesi, dal che si evince che è inventata anche la storia in esso descritta del peccato originale commesso da Adamo ed Eva, personaggi mai esistiti.
Ma papi e cardinali, per secoli, ci hanno raccontato che quel peccato originale si è trasmesso all’intera umanità a guisa di una malattia genetica e che per redimere l’umanità da quel peccato originale è risultato addirittura necessario che scendesse sulla terra per morirvi crocifisso Gesù Cristo, figlio di Dio…

Or dunque: se non c’era alcun peccato originale da redimere, per qual motivo sarebbe dovuto scendere sulla terra Gesù Cristo, figlio di Dio? In base a quale logica? Beninteso tutto ciò che sappiamo di Gesù l’hanno tramandato gli scrittori cattolici ed a questo punto dobbiamo valutare quale attendibilità abbiano le affermazioni di tali scrittori. Ai fini di una prima valutazione della loro attendibilità è opportuno riflettere sulla storia che ha portato alla costituzione dello Stato della Chiesa: essa è descritta nel primo capitolo del mio recente libro dal titolo “Il Sesso del seminarista” (ed.Agèmina – Firenze) ed è qui sinteticamente riportata.
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LO STATO DELLA CHIESA si è costituito sulla base della truffa clamorosa ordita da papa Stefano II ai danni di Pipino il Breve il quale, avendo usurpato il trono all’ultimo re della stirpe merovingia, voleva essere legittimato come re dei Franchi dal papa di Roma, depositario dell’unico potere morale riconosciuto a quei tempi.

Proprio in concomitanza Astolfo, re dei Longobardi – i quali già avevano occupato tutta l’Italia settentrionale – alla morte dell’ultimo Esarca che governava in Italia per conto dell’Impero Romano d’Oriente, cominciò ad invadere le terre dell’esarcato rimaste senza padrone nella prospettiva di poter conquistare poi tutta l’Italia.

Nel corso dei secoli il papa aveva a mano a mano acquistato un prestigio crescente e l’invadenza di Astolfo fece temere a Stefano II di poter essere presto ridotto a semplice vescovo longobardo. Ma come contrastare la potenza militare di Astolfo? L’unico soggetto in grado di contrastarla poteva essere Pipino il Breve, e allora…

Cogliendo al volo la richiesta di Pipino, Stefano II fece dunque confezionare alla corte pontificia un falso atto di donazione dal quale risultava che l’imperatore Costantino (450 anni prima) aveva donato a Silvestro vescovo di Roma, tutti i territori italiani dell’Impero Romano d’Oriente.

Con tale documento Stefano II si recò di corsa in Francia ove legittimò come re non solo Pipino il Breve ma anche il di lui figlio Carlo Magno. In cambio Pipino dovette impegnarsi solennemente a RESTITUIRE al papa le terre previste nella falsa donazione di Costantino. Legittimato come re dei Franchi scese perciò in guerra contro Astolfo, vinse, e RESTITUI’‘ a Stefano II alcune delle terre richieste.
Ma poi ci fu una stasi, dovuta alla morte di tutti e tre i protagonisti della vicenda, finché divenne padrone dell’Europa Carlo Magno, grande generale, re pressoché analfabeta certamente incapace di leggere ed interpretare un testo in latino.

Ricordando la promessa del padre Pipino egli RESTITUI’‘ ad Adriano I, nuovo papa della Chiesa, le terre pretese da Stefano II.
Nasceva così, nell’anno 781, lo Stato Pontificio, costituito dai ducati di Roma e di Perugia e da parte di Emilia Romagna e Marche.

Questa ordita da Stefano II è, senza ombra di dubbio, la truffa più clamorosa realizzata nella storia dell’umanità in quanto effettuata da un papa. Il papa, infatti, è il capo di una religione che prescrive, alla povera gente ignorante, l’osservanza dell’ottavo comandamento biblico che notoriamente recita: (v.comandamenti) NON FARE FALSA TESTIMONIANZA.

La falsità del documento di Costantino è stata scoperta nell’anno 1440 dal filologo e linguista Lorenzo Valla ma anche dopo la scoperta tutti i papi hanno continuato a vivere tranquillamente di rendita su quella truffa gigantesca di cui la Città del Vaticano rappresenta il residuato territoriale. Ciò tuttora si verifica per la criminale connivenza della classe intellettualoide che opera al servizio del Vaticano la quale espone i fatti relativi alla costituzione dello Stato della Chiesa in forma distorta o addirittura falsa.

Ad es., la casa editrice LA SCUOLA nel suo Multilibro giallo n.4 a cura di Luigi Calonghi (autori: Maria Chiara, Luigi Zanchi, Angela Rocca) ed.1998, a pag.23 afferma falsamente che “Carlo Magno DONO’ al papa le terre sopra descritte”. Affermazione che, a mio avviso, meriterebbe una severissima, drastica condanna penale.
Ma il codice penale italiano ancora non prevede il reato di pubblicazione di notizie storiche false. Ciò spiega perché in Italia le masse popolari ignorino totalmente in che modo scandaloso si è costituito lo Stato della Chiesa. Se, ad es., Andrea Rivera lo avesse saputo, il suo intervento contro la chiesa cattolica al concerto del I maggio 2007 avrebbe avuto ben maggiore incisività e risonanza, anche internazionale.
E’ chiaro che questa lacuna del codice penale italiano va colmata urgentemente; nella fattispecie io proporrei addirittura con validità retroattiva.

In qualsiasi libro si possono trovare notizie o proposte intelligenti, persino nella Bibbia. Ad es., nel suo quinto libro Deuteronomio, capitolo 25, c’è l’invito a punire i delinquenti mediante la fustigazione, idea brillantissima oggi messa in pratica nella Città-Stato di Singapore con eccezionali risultati, visto che ivi non esiste più delinquenza: mettiamola subito in pratica in Italia, cominciandone l’applicazione in diretta televisiva sul culo dei falsari intellettualoidi pagati dal Vaticano.

Ma se gli intellettualoidi nostrani hanno la faccia tosta di pubblicare oggi notizie storiche false (in epoca in cui è possibile denunciare la loro falsità) figuriamoci cosa potevano scrivere nei secoli scorsi gli intellettualoidi al servizio della gerarchia ecclesiastica nello Stato della Chiesa, dove i papi erano – oltre che capi della cristianità – anche padroni assoluti dello Stato: infatti chi allora avesse osato contestare la falsità di certe notizie sarebbe potuto finire sul rogo, bruciato vivo come Giordano Bruno.

Se riflettiamo che un famoso storico laico come Tacito dedica alla persona di Gesù Cristo solo 5 righe (v. Istituto dell’Enciclopedia Italiana – “Treccani” – vol XVI, pag. 856) appare logico pretendere che tutte le informazioni tramandateci dagli scrittori cattolici dei secoli passati relativamente all’intera Bibbia (Antico + Nuovo Testamento) debbano oggi essere ricontrollate. Ricontrollate e discusse in pubblici dibattiti ad uso delle masse popolari le quali debbono finalmente uscire dall’ignoranza in materia di fatti religiosi poiché è proprio tale ignoranza quella che determina la maggior parte dei problemi della vita pubblica italiana.

Tutti sanno che la legge essenziale che regola oggi i rapporti umani, almeno nel nostro Paese, è quella basata su ipocrisia e malafede, il che è facilmente verificabile militando in un qualsiasi gruppo sociale (partito, sindacato, associazione culurale). Il livello di ipocrisia cresce a dismisura là dove un posto di dirigente porta vantaggi di carattere economico o di potere o di prestigio.
Io sono stato iscritto a sette partiti, ad un paio di sindacati e ad una ventina di associazioni e quanto avanti affermato l’ho constatato personalmente.
L’ultimo partito al quale sono stato iscritto è quello dei comunisti italiani (PdCI) e dell’ipocrisia, malafede e totale assenza di democrazia interna riscontrati in tale partito ho una documentazione a prova di magistratura. Purtroppo anche la violazione delle regole della democrazia non costituisce finora reato penale e questo spiega (come nel caso precedentemente trattato degli intellettualoidi vaticani) la completa mancanza di democrazia riscontrabile in Italia in ambito di partiti.

Da cosa deriva dunque una simile situazione che appare particolarmente vergognosa in quanto si verifica in Italia, Paese che sul piano individuale è stato ed è tuttora ricco di autentici geni che spaziano nei più vari campi (dalla scienza, alla musica, alla pittura, alla scultura, alla architettura). A mio avviso essa è dovuta al deleterio influsso della religione cattolica che opprimendoci per secoli con la Santa Inquisizione ci ha obbligato a dire e a fare (sul piano religioso, politico, sociale e culturale) cose in cui non crediamo affatto.
L’unica volta in cui il popolo italiano ha potuto esprimere direttamente e liberamente il proprio pensiero in materia di religione si è verificata nel 1974 allorché esso ha dovuto votare in occasione del referendum sul divorzio.
Ma prima di parlare di tale referendum è opportuno illustrare la quasi incredibile eresia di papa Pio V e le conseguenze di essa.

Papa Pio V, a suo tempo capo della Santa Inquisizione, fu un feroce torturatore di presunti eretici che egli faceva murare vivi. Questo campione di amore cristiano, nel dare alle stampe nel 1566 il primo catechismo ufficiale della chiesa cattolica (Catechismo Tridentino) fece cambiare la dizione del VI comandamento biblico che da Non commettere adulterio per suo ordine divenne Non commettere atti impuri (v. Decalogo in questo sito).
Pertanto egli commise la più grande delle eresie poiché nel far ciò si paragonò e si sostituì addirittura al Padreterno. (Nel secondo libro della Bibbia (l’Esodo, cap. 20 è scritto infatti che Dio stesso dettò a Mosè sul monte Sinai i dieci comandamenti).
Ovviamente io – non cattolico – non credo affatto che ciò sia avvenuto, ma almeno Pio V, capo della religione cristiana, ci doveva credere.
Ciò malgrado nessuno protestò per l’enorme arbitrio da lui commesso tanto che nel 1712 egli venne addirittura santificato.

CONSEGUENZE DEL CAMBIO DI DIZIONE IMPOSTO DA S. PIO V.
La morale inventata dalla gerarchia cattolica dopo il 1566 negava il diritto al godimento del piacere sessuale che veniva finalizzato esclusivamente alla procreazione: pertanto ogni notizia relativa alla sessualità fu sottoposta per secoli a ferrea censura. La ovvia conclusione fu che – per obbligata ignoranza – il popolo italiano divenne quello più prolifico del mondo, e si trasformò poi in popolo di emigranti per necessità di sopravvivenza.

Il referendum sul divorzio, approvato nel 1974 da oltre il 60% dei votanti, sebbene indetto per motivi di carattere sociale, intanto implicitamente dimostrò che la religione cattolica era professata da meno del 40% degli italiani (il divorzio è espressamente vietato in tre dei quattro vangeli canonici). Perciò da quello storico anno le maglie della censura, almeno in televisione, hanno cominciato ad allentarsi: si è cominciato a parlare di sesso e di metodi anticoncezionali con il risultato che, in soli 20 anni, per propria libera scelta, il popolo italiano è diventato quello meno prolifico del mondo.

Va ribadito che moltissimi fatti scandalosi non si sarebbero potuti verificare durante i 12 secoli di potere temporale se il capo assoluto della religione cristiana non fosse stato contemporaneamente capo assoluto dello Stato della Chiesa, con in mano cioè non solo il potere religioso ma anche quello politico (con proprio esercito, propri tribunali, proprie rappresentanze diplomatiche, ecc.).
Ciò vale tuttora sul piano diplomatico.

ESEMPIO. Papa Wojtyla, nel 1992, ha ripristinato alla chetichella la dizione originaria del Vi comandamento, così implicitamente riconoscendo il pressoché incredibile arbitrio commesso dal suo lontano predecessore. Ma poi, a causa dell’età, alla conferenza internazionale del Cairo del 1994, ha dimenticato di aver ripristinato la dizione originaria, riconvalidando per i Paesi del III Mondo la modifica imposta da S. Pio V: è riuscito così ad impedire per mezzo dei propri rappresentanti diplomatici (rappresentanti di uno Stato-Truffa), che le Nazioni Unite mettessero a punto un piano organico di informazioni alle popolazioni dei Paesi del III Mondo circa l’uso dei metodi anticoncezionali.

Le donne di quei disgraziati Paesi pertanto sono tuttora obbligate (come le italiane sino al !974) a concepire per imposta ignoranza una marea di embrioni destinati ad essere abortiti. Ovvero a generare una marea di figli destinati a morire di fame o poi ad emigrare per sopravvivere. L’invasione di immigrati extracomunitari che si verifica oggi in Italia (e che paghiamo noi italiani fornendo loro centri di accoglienza, con vitto, alloggio, assistenza sanitaria, ecc.) è dovuta in buona parte all’ignoranza arbitrariamente imposta dai rappresentanti di papa Wojtyla circa l’uso di metodi anticoncezionali.

La votazione circa il divorzio evidenziò quanto fosse grande a quel tempo l’ignoranza del popolo italiano in materia di religione. Da allora ad oggi molte cose sono cambiate e le opprimenti maglie che portavamo addosso si sono certamente allentate.
Ma troppo ancora c’è da dire e da cambiare ed è indispensabile che si costituisca una associazione autenticamente laica che abbia la finalità essenziale di agganciare i giovani poiché solo i giovani possono pretendere che sia fatta finalmente chiarezza sulla ipocrisia e sulla malafede che derivano dall’esistenza dello Stato vaticano: esso incarna una religione il cui capostipite, Gesù Cristo, viene senza alcuna logica decantato come figlio di Dio. Occorre perciò trovare molti Andrea Rivera poiché solo i giovani, se informati ed organizzati come comitati studenteschi laici (v. comitati studenteschi in questo sito), possono scardinare questo Stato-Truffa che rappresenta una autentica vergogna per l’intera umanità.

Una risposta a Parliamo di religione

  1. Dario scrive:

    Bush non è cattolico. Sono tutti Battisti. La famiglia Bush appartiene alla Southern Baptist Church.

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