L’infame imbroglio di papa S. Pio V

Papa Pio V, a suo tempo capo della Santa Inquisizione, fu un feroce torturatore di presunti eretici che egli faceva murare vivi. Questo campione di amore cristiano, nel dare alle stampe nel 1566 il primo catechismo ufficiale della chiesa cattolica (Catechismo Tridentino) fece cambiare la dizione del VI comandamento biblico che da Non commettere adulterio divenne Non commettere atti impuri.
Pertanto egli realizzò la più grande delle eresie poiché nel far ciò egli si paragonò e si sostituì addirittura al Padreterno. (Nel secondo libro della Bibbia (Esodo cap.20 è scritto infatti che Dio stesso dettò a Mosè sul monte Sinai i dieci comandamenti (v. Decalogo in questo sito).
Ciò malgrado nessuno protestò per l’enorme arbitrio da lui commesso, tanto che nel 1712 egli venne persino santificato.

CONSEGUENZE DEL CAMBIO DI DIZIONE IMPOSTO DA S. PIO V.
La morale inventata dalla gerarchia cattolica dopo il 1566 negava il diritto al godimento del piacere sessuale che veniva finalizzato esclusivamente alla procreazione: pertanto ogni notizia relativa alla sessualità fu sottoposta per secoli a ferrea censura. La ovvia conclusione fu che – per obbligata ignoranza – il popolo italiano divenne quello più prolifico del mondo, e si trasformò poi in popolo di emigranti per necessità di sopravvivenza.

Il referendum sul divorzio, approvato nel 1974 da oltre il 60% dei votanti, sebbene indetto per motivi di carattere sociale, intanto implicitamente dimostrò che la religione cattolica era professata da meno del 40% degli italiani (il divorzio è espressamente vietato in tre dei quattro vangeli canonici). Perciò da quello storico anno le maglie della censura, almeno in televisione, hanno cominciato ad allentarsi: si è cominciato a parlare di sesso e di metodi anticoncezionali con il risultato che, in soli 20 anni, per propria libera scelta, il popolo italiano è diventato quello meno prolifico del mondo.

Va ribadito che moltissimi fatti scandalosi non si sarebbero potuti verificare durante i dodici secoli di potere temporale se il capo assoluto della religione cristiana non fosse stato contemporaneamente capo assoluto dello Stato della Chiesa, con in mano cioè non solo il potere religioso ma anche quello politico (con proprio esercito, propri tribunali, proprie rappresentanze diplomatiche, ecc.).
Ciò vale tuttora sul piano diplomatico.

ESEMPIO. Papa Wojtyla, nel 1992, ha ripristinato alla chetichella la dizione originaria del VI comandamento, così implicitamente riconoscendo il pressoché incredibile arbitrio commesso dal suo lontano predecessore. Ma poi, a causa dell’età, alla conferenza internazionale del Cairo del 1994, ha dimenticato di aver ripristinato la dizione originaria, riconvalidando per i Paesi del III Mondo la modifica imposta da S. Pio V: è riuscito così ad impedire per mezzo dei propri rappresentanti diplomatici (rappresentanti di uno Stato-Truffa) che le Nazioni Unite mettessero a punto un piano organico di informazioni alle popolazioni dei Paesi del III mondo circa l’uso dei metodi anticoncezionali.

Le donne di quei disgraziati Paesi pertanto sono tuttora obbligate (come le italiane sino al 1974) a concepire per imposta ignoranza una marea di embrioni destinati ad essere abortiti. Ovvero a generare una marea di figli destinati a morire di fame o poi ad emigrare per sopravvivere. L’invasione di immigrati extracomunitari che si verifica oggi in Italia (e che paghiamo noi italiani fornendo loro centri di accoglienza, con vitto alloggio, assistenza sanitaria, ecc.) è dovuta in buona parte all’ignoranza arbitrariamente imposta dai rappresentanti di papa Wojtyla circa l’uso dei metodi anticoncezionali.

La votazione circa il divorzio evidenziò quanto fosse grande a quel tempo l’ignoranza del popolo italiano in materia di religione. Da allora ad oggi molte cose sono cambiate e le opprimenti maglie che portavamo addosso si sono certamente allentate.
Ma troppo ancora c’è da dire e da cambiare ed è indispensabile che si costituisca una associazione autenticamente laica che abbia la finalità essenziale di agganciare i giovani poiché solo i giovani possono pretendere che sia fatta finalmente chiarezza sulla ipocrisia e sulla malafede che derivano dall’esistenza dello Stato vaticano: esso incarna una religione il cui capostipite Gesù Cristo viene senza alcuna logica decantato come figlio di Dio (v. articolo su Gesù in questo sito). Occorre perciò trovare molti Andrea Rivera poiché solo i giovani, se informati ed organizzati come comitati studenteschi laici (v. comitati studenteschi in questo sito) possono scardinare questo Stato-Truffa che rappresenta una autentica vergogna per l’intera umanità.

2 risposte a L’infame imbroglio di papa S. Pio V

  1. Rod scrive:

    E quindi cosa intendi dire? Intendi dire che se tra i comandamenti originari c’era solo scritto “Non commettere adulterio” ciò significa che l’adulterio dovrebbe essere il solo comportamento sessuale condannato dalla religione cattolica? E che tutti i comportamenti sessuali diversi dall’adulterio dovrebbero essere considerati accettabili e normali? Per esempio se qualcuno ogni tanto ha dei rapporti sessuali mercenari ma non è sposato non sarebbe un peccatore? Se qualcuno fa sesso con una ragazza o con un uomo appena incontrati al bar o al ristorante o in discoteca può essere un buon cattolico o una buona cattolica perchè il comandamento “Non commettere atti impuri” è falso?

  2. don Gian Mario scrive:

    ridicoli…studiate la storia prima di scrivere queste baggianate!!!

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